FOSFENI

FOSFENI

La luce che resta a occhi chiusi.

(Contro)cultura a luce propria, in tempi di luce artificiale.

firenze · primavera 2027 · due giorni, una notte

manifesto

C’è un momento, dentro un’opera, in cui non sai più chi sta guardando chi. FOSFENI nasce per quel momento.

Venti artisti internazionali, un incontro più che un festival: due giorni e una notte a Firenze, dove il suono incontra l’immagine e il codice tocca la materia. Al centro non c’è un palco: c’è lo spazio tra te e l’opera. È lì che succede tutto.

Intimo per scelta, indipendente per natura. Fatto per incontrarsi da vicino — artisti, pubblico, macchine.

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il concept

fosfèni /fo·sfè·ni/ — le luci che si vedono senza luce.

Lampi, scintille, linee che attraversano il campo visivo quando la retina viene toccata — da una pressione, da una scarica, dal buio stesso. Nessuna sorgente esterna: è l’occhio che proietta.

Sono la prima video arte mai apparsa: nessuno schermo, nessun proiettore — il corpo come display, il nervo ottico come cavo, la percezione come segnale. Le opere di FOSFENI lavorano nello stesso punto: non ti mostrano una luce, te la accendono dentro. E quando esci, qualcosa continua a brillare — a occhi chiusi.

controcultura — 1995 → 2027

La luce ai margini.

1995 — la rete selvaggia

C’era un tempo in cui accendere uno schermo era un atto di fede. La rete era un margine: net art, demoscene, hacklab, vj che si passavano software scritto in casa come si passa una torcia. Nessun pubblico, nessun algoritmo — solo stanze, cavi e persone che si cercavano al buio. E nel buio, come i fosfeni, quella scena si vedeva benissimo: luce generata dal corpo stesso della comunità, senza nessuna sorgente ufficiale.

2010 — il recinto

Poi la rete è stata recintata. Le piattaforme hanno trasformato le opere in contenuto, gli artisti in creator, l’attenzione in valuta. Gli strumenti si sono aperti a tutti — ed era giusto — ma lo sguardo si è standardizzato: stessi preset, stessi tutorial, stessa luce. L’esperienza immersiva è diventata un centro commerciale. La visibilità ha smesso di essere una conquista ed è diventata una concessione: luce sempre più forte, sempre meno nostra. A schermo pieno, i fosfeni non si vedono.

2027 — a occhi chiusi

La controcultura non è morta: ha cambiato stato. Non è più un luogo — il margine, lo squat, il forum — è un gesto. Oggi che tutta la luce è emessa, l’atto radicale è quella che il corpo genera da solo: spegnere il feed, entrare in una stanza, lasciare che un’opera ti prema sulla retina. FOSFENI sta qui: due giorni e una notte fuori dall’algoritmo, zero palchi, corpi presenti — anche l’AI, ma in mano agli artisti, come trent’anni fa il codice. Chiudere gli occhi non è fuggire: è l’unico modo di vedere la propria luce.

attraversamento — due giorni, una notte

giorno uno

le installazioni si accendono

ambienti che ascoltano, superfici che rispondono. le opere restano attive per tutta la durata — da attraversare quante volte vuoi.

la notte

live AV, dal tramonto in poi

una sola notte: performance live AV una dopo l’altra, poi il dj set fino a chiudere — finché reggono le macchine, e chi le ascolta.

giorno due

talk e workshop

gli speaker aprono strumenti, codice, fallimenti compresi. e le opere, ancora accese.

il programma — giorno uno

Prima le voci, poi il coro.

i talk — ogni artista ha venti, trenta minuti al massimo: chi è, che cosa cerca, un progetto che gli somiglia. Nessuna keynote, nessun formato imposto: un autoritratto parlato, per conoscersi prima che le opere si accendano.

la tavola rotonda — a chiudere il primo giorno, tutti gli artisti insieme. Il tema: dieci anni dopo — come le tecnologie emergenti, e l’AI su tutte, hanno cambiato il percorso di chi fa arte. Lo stato dell’arte oggi, le difficoltà di lavorare nell’arte digitale (e non solo), le sfide che arrivano. Modera Roberto Fazio.

line-up

primi nomi confermati · la line-up cresce — tbc dove indicato

la line-up →

luogo

firenze. uno spazio che verrà annunciato — e che farà parte dell’opera.

partner

con il sostegno di — in aggiornamento

a cura di

Roberto Fazio

Roberto Fazio — ritratto

CEO di un’importante PMI italiana leader nel mondo RegTech, dove costruisce prodotti SaaS basati sull’AI. Prima: cinque startup deep tech e AI fondate, una exit, e anni passati sulle tecnologie emergenti e sulla crescita delle aziende. Investe e fa da advisor in progetti early-stage.

Per vent’anni, in parallelo, installazioni interattive, progetti digitali e projection mapping con StudioRF (Firenze): esperienze data-driven e generative storytelling tra musei, teatro e spazio pubblico. Oggi la pratica continua come ricerca personale, fuori dal mercato. A FOSFENI cura il programma e modera la tavola rotonda.

studiorf.io ↗

contatti

sei un artista? vuoi far parte di questo?

scrivici — o segui il segnale, mentre si accende.

FOSFENI

FOSFENIfestival-showcase di installazioni interattive, live AV e sound art

firenze — con la comunità degli artisti coinvolti

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